• Roberto Iacopini

LA SINISTRA, I MEDIA E LA COAZIONE A RIPETERE

“Coazione a ripetere è quel processo incoercibile e di origine inconscia, per cui il soggetto si pone attivamente in situazioni penose, ripetendo così vecchie esperienze senza ricordarsi del prototipo”.

Sigmund Freud

Proviamo a spiegare, in cinque punti, i motivi per i quali, sinistra e media rischiano sempre di sbagliare i pronostici elettorali.

1) Dichiarando di essere obiettivi e non di parte, i media mainstream cercano di orientare il consenso dell’opinione pubblica sul candidato “buono”, accusando l’altro di essere divisivo. Denigrano uno dei due contendenti nella corsa elettorale, fino a renderlo simile ad un “cattivo” che sembra uscito da un film di James Bond e pensano di essere credibili, ma sono solamente autoreferenziali. Insomma, “se la cantano e se la suonano”… Ma risultando stonati.

2) Godendo del proprio rapporto positivo con i media, il candidato “buono” finisce in testa ai sondaggi elettorali: a) perché risulta difficile a chiunque esprimere la propria simpatia per candidato “cattivo” e ciò provoca una sottovalutazione del consenso per costui; b) perché i sondaggi sono perlopiù commissionati dagli stessi media che, altrimenti, vedrebbero smentito il loro ruolo di creatori di consenso.

3) Sulla base dei precedenti punti, il partito politico del candidato “buono”, già convinto della propria superiorità morale sul partito e candidato avversario, sente di avere già in tasca la vittoria e rinuncia ad esprimere una piattaforma di riforme. Trasforma l’elezione in un referendum contro il candidato divisivo. Perché lui invece, intende includere tutti, anche quelli che altrimenti sarebbero agli opposti.

4) Ad urne aperte si scopre che le cose sono - come era prevedibile - un poco più complesse di come i media e i sondaggi le hanno raccontate. Sia sulle ragioni degli elettori che hanno consentito al candidato “cattivo” di rimanere in corsa nonostante tutto; sia sulla percezione forse non del tutto negativa di quest’ultimo presso l’elettorato.

5) Nel bilancio post elettorale non sentirete o leggerete nessuna riflessione degli sconfitti. Tipo: possiamo accusare un candidato di diffondere fake news, quando diamo enfasi a sondaggi improbabili che indicano “impossibile” la sua vittoria? O, ancora: non sarà che i media, in virtù della loro faziosità non sono più credibili? Oppure: il voto “contro” un candidato, è sufficiente a motivare l’elettorato indipendente e a vincere le elezioni?

In caso di vittoria del “cattivo”, ovviamente non sentirete nessuna autocritica, ma leggerete la condanna dell’iniquo sistema elettorale e i suoi assurdi meccanismi di voto. Oppure, che il “cattivo” ha rivinto - ancora una volta - grazie all’aiuto segreto dell’uomo forte di un Paese straniero, oppure per via dei ricorsi giuridici.

Comunque finirà, si può essere certi che tutti torneranno ad accusare il presunto “cattivo”, ma senza che nessuno faccia tesoro della lezione ricevuta dalle urne. Pronta così ad essere replicata.

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